Le persone che mi conoscono non si scandalizzeranno più di tanto, visto che sanno bene che sono una sperimentatrice ma, sopratutto una buongustaia..per questo ho il piacere di mostrarvi il mio pranzo...ecco a voi le RANE.

Va detto che le rane sono catalogate nella sezione pesci, infatti i pochi pescivendoli da banco si arrischiano a prenderle molto raramente...sarà per la scarsa richiesta o, forse, per il costo davvero proibitivo...sta di fatto che da me a Milano sono diventate una rarità...

A Luglio, mi trovavo a perdere tempo in un supermercato dedicato ai surgelati, Picard e lì trovo le fatidiche coscette già pulite e pronte da cuocere...ovviamente surgelate. Non me lo sono fatta dire due volte e...oplà, erano già nel cestino.

Le rane possiedono un gusto davvero prelibato...una via di mezzo tra il pollo e del pesce. La consistenza è soda ma delicata e non si dovrebbero mai preparare con elaborazioni che ne coprono il sapore, ecco perchè ho preferito seguire la classica ricetta Francese.

Ecco come le ho preparate....

Per prima cosa si lavano e si asciugano bene, poi si passano nella farina...


Poi si passano nell'uovo, sbattuto con del sale e del pepe....infine si passano nel pane grattugiato..


Ecco fatto, non vi resta che friggere e servire calde.... Non hanno bisogno di una cottura esagerata, saranno sufficienti 3 minuti per lato... giusto il tempo di farle dorare bene.
Ricordo ancora quando da bambina, mia nonna Lia mi portava una tazza di brodo di rane...lo faceva solo quando non stavo bene..mi hanno conquistato da allora, oggi donna adulta mi ritrovo a sorridere al ricordo e penso a come il nostro cervello sia una macchina perfetta...associazione mnemonica tra odori, sapori e immagini.... e poi dicono che il cibo è solo carburante per il corpo....tzè.

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